Avventura

Un giorno in miniera

Vi siete mai addentrati all’interno delle viscere di una montagna affidando la vostra sopravvivenza ad una lampada da casco?
Avete mai pensato di vivere una giornata “particolare” ed unica nel suo genere?

Se queste domande hanno attirato la vostra attenzione, allora dovete assolutamente leggere questo articolo!

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Ci troviamo in Val Trompia, in provincia di Brescia, più precisamente nel paese di Collio. Qui trova sede una delle più affascinanti miniere della zona: La Miniera Sant’Aloisio.

Stiamo parlando di una miniera utilizzata per l’estrazione della siderite (minerale di ferro), che cela al suo interno “tonnellate” di storia e conoscenza.

Da qualche anno, dopo parecchio tempo di inattività, la miniera ha ripreso vita grazie alla sua apertura al turismo.
Oltre al museo, che vi permetterà di fare un salto nel passato osservando gli antichi attrezzi da lavoro dei minatori di un tempo, è possibile effettuare il “Trekking minerario”: un esplorazione a piedi di circa 2,5km, all’interno della maestosità della miniera stessa; una competente guida vi accompagnerà in questo viaggio (di una durata di circa un paio d’ore) ove vi mostrerà il luogo di lavoro dei minatori d’un tempo rivelandovi molte curiosità minerarie.

IN ESCLUSIVA per “Missioneturista” Giancarlo, la guida, ci farà una breve presentazione del sito minerario:

Per chi invece ama si l’avventura, WP_20170817_14_46_21_Proma all’aria aperta, non potrà fare a meno di cimentarsi nel percorso avventura del parco minerario!

Tra ponti tibetani, zip line, ganci e moschettoni avrete che divertirvi!

Un consiglio importante: la temperatura all’interno si aggira attorno ai 10°C, quindi attrezzatevi di abbigliamento idoneo, che non temete di sporcare 🙂

La miniera Sant’Aloisio è visitabile da Maggio ad Ottobre.
Entrambe le attrazioni sono accessibili anche dai più piccoli (da 6 anni in su).

Qui il sito della miniera.

BUONA MISSIONE, TURISTI!

 

 Nelle profondità del covolo per eccellenza

Restando nella tradizione di Missioneturista abbiamo deciso di stupirvi offrendovi una
meta interessante per le vostre gite.

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Un posto incantevole, sui monti Lessini del veronese, in località Camposilvano, vi permetterà di ammirare le spettacolari forme di erosione date dall’azione dell’acqua e del vento su una formazione di roccia carsificabile chiamata rosso ammonitico.
L’azione chimica e meccanica di erosione dell’acqua ha permesso di incidere nella “valle delle sfingi” suggestive forme nella roccia precedentemente accennata.
Il risultato, che ha necessitato centinaia di milioni di anni, vi stupirà.
A poche centinaia di metri da questo sito avrete la possibilità di visitare uno splendido museo geo-paleontologico ove sono esposte centinaia di esempi di forme di vita dell’era mesozoica che popolavano l’area pelagica che una volta esisteva al posto delle attuali montagne.
160 milioni di anni fa, in effetti, al posto dell’attuale panorama orografico esisteva un oceano colossale chiamato Panthalassa ed un unico grande continente chiamato Pangea.
Prima che i movimenti tettonici delle placche continentali andassero a cambiare, portando alla formazione dell’attuale paesaggio alpestre, in quel mare cefalopodi, ormai estinti, come le ammoniti e le belemniti, vivevano e prosperavano.
I loro resti fossilizzati sono esposti nelle sale del museo e consigliamo vivamente di non perdere questa unica occasione di osservare questa spettacolare fauna pelagica.

Grazie alla possibilità offerta da questo museo vi sarà permesso di visitare uno Spettacolare ambiente: IL COVOLO DI CAMPOSILVANO.

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Percorrendo un sentiero attrezzato vi troverete di fronte all’impressionante paesaggio offerto dal collassamento della volta di un’antichissima caverna.
Nella discesa, seguendo il sentiero, entrerete in questo suggestivo cratere ove le alte pareti verticali, che superano in alcuni punti 50 metri, sono quanto rimane dell’antico crollo.

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I blocchi colossali che costituivano la volta della caverna originaria giacciono caoticamente ammassati sul fondo della cavità.

Grazie alla gentile concessione offertaci dalla direzione del museo paleontologico, nel nostro esclusivo video (clicca qui), avrete la possibilità virtuale di oltrepassare con noi le barriere di sicurezza che delimitano la visita turistica e di scendere nelle profondità del cavernone di fondo: un luogo spettacolare dove gli strati sedimentari della formazione geologica interessata dall’erosione si aprono, come una macchina del tempo, davanti ai nostri occhi.

Sfiorando con le dita questa dura roccia calcarea dobbiamo immaginarci i sedimenti marini che l’hanno generata, in un mondo passato ormai perduto che ci portano alle origini della nostra vita.

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Consci della nostra nullità di fronte a questi spettacolari fenomeni della natura non possiamo che renderci sempre più conto della missione che l’attuale genere umano ha nei riguardi della loro salvaguardia e dell’integrità dello splendido pianeta che ci ospita.

 

Prun: le cave nella storia

L’ingegno umano, fin dall’antichità, ci ha permesso di trarre profitto da quello che il nostro pianeta ci metteva a disposizione.
Ove in questo momento ci troviamo (Prun, in alta Valpolicella) la formazione geologica della scaglia rossa veneta risalente al periodo Cretacico dell’era Mesozoica da tempi immemorabili distanti da noi migliaia di anni è stata oggetto di sfruttamento da parte delle popolazioni locali per l’estrazione di una pietra utile per la costruzione di case rustiche, lastricati stradali, pavimentazioni in genere e altre opere nate dall’ingenio umano.
Avremo la possibilità, passeggiando per l’antica città di Verona, di camminare su queste lastre calcaree nel centro storico: i lastricati medioevali di Piazza delle Erbe e gli attigui marciapiedi ne sono un esempio.
In queste cave sotterranee le generazioni di specialisti cavatori hanno individuato una settantina di strati di questo calcare marnoso intercalati da venature di argilla che ne facilitano il distacco in lastre.
Questi strati, ognuno con un proprio nome (il Seciar, il Corso, il Zentil, ecc.), con spessori variabili dai 2 ai 38 cm, vengono attualmente ancora estratti dalle moderne cave di superficie che rendono la Valpolicella famosa a livello internazionale per la produzione di pietre ornamentali e di ottimo vino, fin dal tempo della civiltà romanica.

Missioneturista ha per voi aperto una finestra su questi spettacolari luoghi, che avrete occasione di vedere tramite il nostro video (clicca qui), oltre la zona di sicurezza invitandovi fermamente a non inoltrarvi nelle centinaia di metri di gallerie che presentano rischi di crolli di materiale dalla volte, confermandovi che la visione delle gallerie dall’esterno delle recinzioni vi potrà dare in ogni caso l’idea della grandiosità dell’opera.

BUONA MISSIONE, TURISTI!